Quando si parla di sostenibilità nello sport, le sfide da affrontare, alimentate dalle aspettative dei tifosi, dalle richieste degli sponsor e, più in generale, dal modo in cui gli eventi vengono giudicati pubblicamente, stanno diventando sempre più evidenti. Tutto ruota attorno alla comprensione dei vincoli strutturali che determinano come la sostenibilità possa evolversi nello sport, andando oltre soluzioni isolate.
Allo stesso tempo, lo sport si sta muovendo nella direzione opposta. I calendari si stanno ampliando. Gli eventi diventano sempre più complessi. Le aspettative dei tifosi in termini di esperienza continuano a crescere. I due maggiori eventi sportivi di quest’anno – la Coppa del Mondo FIFA e i Giochi Olimpici Invernali – ne sono un chiaro esempio.
Il risultato è un divario crescente tra le ambizioni di sostenibilità e ciò che l’attuale modello operativo dello sport consente realmente. Non si tratta di trovare soluzioni isolate, ma di comprendere i vincoli strutturali che influenzano l’evoluzione della sostenibilità nello sport. Gli sviluppi descritti in questo articolo rappresentano progressi, ma finora non modificano in modo sostanziale il sistema di base.
Secondo lo Sports Industry Report 2026, oltre la metà dei tifosi (56%) e il 70% dei professionisti del settore considerano il cambiamento climatico una minaccia esistenziale per lo sport. Questa preoccupazione si traduce anche nei comportamenti. Lo sport sta facendo progressi concreti in termini di sostenibilità, ma gran parte di questi si inserisce ancora in un modello commerciale e operativo in espansione, ad alta intensità di risorse e difficile da trasformare.
Quanto velocemente può adattarsi lo sport alle sfide della sostenibilità? È possibile un cambiamento significativo all’interno dei modelli attuali, oppure la maggior parte degli sforzi resterà limitata a miglioramenti incrementali?
Gran parte del dibattito sulla sostenibilità nello sport riguarda ancora le infrastrutture. Nuovi impianti vengono progettati con criteri di efficienza energetica. Le strutture esistenti vengono riqualificate. Gli investimenti nelle energie rinnovabili stanno diventando standard.
Si tratta di miglioramenti concreti e necessari. Tuttavia, non cambiano la natura della domanda energetica in alcuni sport.
L’hockey su ghiaccio è uno di questi. Mantenere il ghiaccio, raffreddare grandi arene indoor e gestire strutture operative tutto l’anno è intrinsecamente energivoro. I miglioramenti in efficienza possono ridurre i consumi, ma non eliminano il fabbisogno di base.
La Swiss Life Arena di Zurigo è uno degli esempi più chiari di come potrebbe essere il futuro delle infrastrutture per l’hockey su ghiaccio.
L’arena è stata progettata per riutilizzare l’energia che genera. Il calore prodotto dal sistema di raffreddamento viene recuperato e redistribuito per riscaldare gli spazi interni e fornire acqua calda. L’energia in eccesso viene immessa nella rete cittadina, contribuendo al riscaldamento delle abitazioni circostanti. Fonti rinnovabili, come il solare, sono integrate nel sistema.
Queste soluzioni rappresentano un approccio più consapevole alla progettazione e gestione degli impianti, dimostrando cosa è possibile fare quando la sostenibilità è integrata fin dall’inizio.
Le piste di ghiaccio artificiale rappresentano un’altra soluzione per estendere l’esperienza senza gli stessi requisiti di raffreddamento. Tuttavia, emergono nuove problematiche legate all’impatto dei materiali sintetici, come le microplastiche. Il confronto diventa quindi tra diversi tipi di impatto, non tra sostenibile e non sostenibile.
I sistemi energetici circolari migliorano l’efficienza, ma possono essere costosi da implementare. Le alternative riducono alcuni impatti ma ne introducono altri. La questione diventa quindi quale soluzione sia meno impattante in un determinato contesto.
Se le infrastrutture rappresentano la parte visibile, le ‘operations’ degli eventi sono la componente più complessa.
L’impatto di un evento sportivo non si limita alla sede, ma include logistica, produzione televisiva, trasporto di attrezzature, personale e soprattutto gli spostamenti dei tifosi. È qui che le emissioni aumentano rapidamente e dove il controllo è limitato.
Un approccio chiave è la misurazione dell’impronta carbonica. Infront, ad esempio, sviluppa sistemi di contabilizzazione delle emissioni secondo il Greenhouse Gas Protocol, includendo anche le emissioni indirette (Scope 3).
Questo è fondamentale perché gran parte dell’impatto è fuori dal controllo diretto. Tuttavia, la misurazione da sola non riduce le emissioni: i dati sono spesso incompleti e le principali fonti difficili da influenzare.
Gli organizzatori stanno comunque adattando i processi: riduzione dei rifiuti, ottimizzazione della logistica e nuove modalità operative. La produzione televisiva sta evolvendo verso modelli remoti, riducendo la presenza in loco.
Il fattore più critico resta però il trasporto dei tifosi, spesso la principale fonte di emissioni.
Alcuni eventi includono il trasporto pubblico nei biglietti, come le Olimpiadi di Londra 2012 o EURO 2024. In Germania, il KombiTicket consente l’uso gratuito dei trasporti locali per le partite di Bundesliga.
Altre iniziative scoraggiano l’uso dell’auto attraverso costi elevati di parcheggio o incentivano comportamenti sostenibili tramite programmi di fidelizzazione.
Si tratta di interventi pragmatici: gli organizzatori non possono controllare le scelte dei tifosi, ma possono influenzarle.
Il passo successivo sarà integrare la sostenibilità in contratti, accordi e standard operativi. Senza questo, resterà un insieme di buone pratiche isolate. Con esso, diventerà un modello replicabile.
La circolarità è un’area in forte crescita, con iniziative molto visibili.
Nel mondo dell’hockey su ghiaccio si stanno diffondendo progetti di riutilizzo: striscioni trasformati in merchandising, attrezzature riadattate, programmi locali sostenibili.
Alcuni eventi vanno oltre, integrando la circolarità nel modello stesso. La Maratona di Roma ne è un esempio: i rifiuti vengono pianificati, raccolti, separati e riutilizzati localmente.
Un caso emblematico è la gestione dell’acqua. Le opzioni includono:
Ognuna presenta compromessi.
A Roma è stato scelto il cartone (Tetrapak), riciclabile nella filiera della carta, compatibilmente con le infrastrutture locali.
Nonostante gli sforzi, l’immagine visiva resta quella di grandi quantità di rifiuti lungo il percorso. Tuttavia, ciò che conta è la gestione successiva: raccolta rapida e corretta separazione.
La sostenibilità è sempre più integrata nel modello commerciale dello sport.
I requisiti per ospitare eventi stanno cambiando. Gli sponsor richiedono maggiore attenzione all’impatto ambientale e sociale. I tifosi si aspettano responsabilità oltre all’intrattenimento.
La sostenibilità influenza sempre più le partnership. Ad esempio, la collaborazione tra i Campionati Mondiali di Sci Nordico FIS e Stora Enso va oltre la visibilità del brand, puntando sull’allineamento tra materiali, infrastrutture e obiettivi sostenibili.
Le partnership non riguardano più solo l’esposizione, ma il contributo concreto allo sviluppo degli eventi.
Le conseguenze economiche sono rilevanti. Secondo il World Economic Forum, il cambiamento climatico potrebbe ridurre l’economia dello sport fino al 14% entro il 2030 e al 18% entro il 2050.
Segnali concreti sono già visibili: durante le Olimpiadi di Parigi 2024, 78 atleti hanno sofferto di colpi di calore. Eventi estremi possono portare a rinvii o cancellazioni, con impatti su diritti media e sponsorizzazioni.
I segnali più importanti non stanno nelle singole iniziative, ma nell’allineamento tra le diverse componenti del sistema.
Quando ‘operations’, strategia commerciale ed esperienza dei tifosi si muovono nella stessa direzione, la sostenibilità diventa concreta.
La sfida non è rendere lo sport sostenibile da un giorno all’altro, ma affrontare i compromessi con trasparenza, integrando la sostenibilità nelle decisioni chiave e accettando che i progressi saranno spesso graduali.
Questo sta già influenzando il modo in cui gli eventi vengono organizzati e le partnership valutate. La sostenibilità non è più un tema separato, ma parte integrante del funzionamento dello sport.
Il ruolo di Infront è connettere questi livelli: operazioni, strategia commerciale ed esperienza dei tifosi non sono più ambiti distinti, ma sempre più interconnessi.
Il passo successivo è tradurre queste dinamiche in decisioni concrete e nella realizzazione degli eventi. È qui che la sostenibilità passa da ambizione a implementazione.